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20 Luglio 2026

Fondi Interprofessionali: come vengono utilizzati dai team ICT

In Italia, ogni azienda può decidere di versare lo 0,30% della retribuzione dei propri dipendenti a un Fondo Interprofessionale. Nel 2024 questo ha significato oltre 850 milioni di euro destinati alla formazione continua in Italia, che sono una piccola parte di aziende utilizza in modo strategico.

Per un’azienda ICT, questo significa che:

  • esistono canali specifici per la formazione finanziata sull’innovazione digitale
  • i Fondi Interprofessionali finanziano la formazione dei team ICT supportando progetti legati all’innovazione digitale, alla cybersecurity e all’alfabetizzazione sull’Intelligenza Artificiale prevista dall’articolo 4 dell’AI Act.

In questo articolo diamo una panoramica di che cosa sono e come funzionano i Fondi Professionali e come possono essere utilizzati dalle aziende per finanziare la formazione dei team ICT.

Che cosa sono i Fondi Interprofessionali

I Fondi paritetici interprofessionali nascono con l’articolo 118 della legge 388/2000. Ogni datore di lavoro può destinare a un Fondo lo 0,30% della retribuzione dei propri dipendenti, un contributo che normalmente finisce nelle casse dell’INPS insieme agli altri oneri sociali. L’INPS lo gira al Fondo scelto dall’azienda, dedotti i costi amministrativi.

I Fondi sono organismi di diritto pubblico gestiti in forma paritetica dalle organizzazioni sindacali di datori di lavoro e lavoratori, sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro. Bilanci pubblici, rendicontazione obbligatoria, procedure di gara per gli appalti, vigilanza ANAC.

> Scopri la consulenza in formazione finanziata per le aziende

Quanto vengono usati e da chi

Il quadro più aggiornato arriva dal XXV Rapporto Inapp sulla formazione continua (dati a dicembre 2024). A quella data risultano attive 763.057 imprese aderenti ai Fondi.
Per quanto riguarda i lavoratori, si contano un totale di 10.5 milioni di dipendenti, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2023.
Il 70% delle risorse è assorbito da 4 Fondi, con Fondimpresa da solo al 49,4% del totale delle risorse nel 2024 (percentuale confermata anche dai dati parziali 2025) e al 44,4% dei lavoratori coperti.
Sul fronte economico, il valore confluito nei Fondi Paritetici Interprofessionali nel 2024 è stato di 852.725.934 euro, in crescita del 9% sul 2023.
Sull’attivazione concreta: nel 2024 i Fondi hanno approvato 52.052 piani formativi (tra Avvisi e Conto aziendale/aggregato), coinvolgendo 90.608 aziende e 1.704.525 lavoratori.

Gli strumenti per la finanziare la formazione

Si distinguono due canali principali: il Conto formazione e il Conto di sistema.

  1. Conto formazione: rappresenta la modalità prevalente di accesso alle risorse e indica una preferenza per percorsi di programmazione diretta da parte delle imprese, prevalentemente di dimensioni medio-grandi.. L’azienda accantona fino all’80% delle risorse che le spettano in base ai versamenti fatti, e le usa quando vuole per formare i propri dipendenti, senza bisogno di partecipare a bandi. Il vincolo è temporale: le somme accantonate vanno usate entro due anni, altrimenti confluiscono nel conto collettivo del Fondo. Proprio perché è un semplice rimborso di quanto già versato, questo canale non rientra nella disciplina degli Aiuti di Stato.
  2. Conto di sistema: la programmazione del Conto di sistema avviene tramite Avvisi pubblici, i quali favoriscono la trasparenza, l’accesso competitivo e la concentrazione delle risorse su priorità strategiche condivise.Essendo un’assegnazione selettiva, è soggetto alla disciplina degli Aiuti di Stato. I Fondi devono impiegare le risorse ricevute entro 12 mesi dall’assegnazione attraverso la pubblicazione degli Avvisi.
    Per un team IT che ha bisogno immediato di formazione su uno strumento specifico, il conto formazione è più rapido. Per progetti di innovazione più ampi e strutturati dove serve budget significativo,gli Avvisi sul conto di sistema, come vedremo, mettono sul piatto cifre molto più consistenti.
Dipendenti in formazione

Gli avvisi Fondimpresa per l’ICT

Avviso 3/2026: competenze per l’innovazione digitale

Questo avviso si riferisce al finanziamento della formazione per piani condivisi legati a un progetto concreto di innovazione digitale o tecnologica in corso in azienda. La dotazione complessiva è di 20 milioni di euro, suddivisa per macro-aree territoriali. È richiesta la partecipazione di almeno 25 lavoratori per i piani territoriali standard e possono partecipare solo le PMI aderenti a Fondimpresa. Le domande si accolgono dal 29 settembre 2026.

> Scopri come funziona l’Avviso

Avviso 4/2026: competenze avanzate e sicurezza obbligatoria

È l’Avviso più rilevante del 2026 per chi si occupa di AI Act e NIS2 in azienda. Sono previsti in dotazione 30 milioni di euro, con priorità per i dipendenti di Micro e Piccole Imprese. Il Catalogo delle Competenze Avanzate su cui si può spesare la formazione copre otto aree, tra cui “Intelligenza artificiale e realtà virtuale”. In altre parole, l’Avviso 4/2026 può finanziare la formazione obbligatoria di alfabetizzazione sull’Intelligenza Artificiale prevista dall’articolo 4 dell’AI Act, così come la formazione in Cybersecurity prevista dalla normativa NIS2.
I requisiti minimi da tenere presenti in fase di pianificazione: ogni corso richiede almeno 4 partecipanti e ogni lavoratore può seguire al massimo 3 corsi. Nei piani multi-azienda, almeno il 60% dei lavoratori in formazione deve essere dipendente di micro o piccole imprese. Il finanziamento massimo per piano è di 500.000 euro. Le domande si presentano dal 1° dicembre 2026.

> Scopri l’Avviso 4/2026

Le tematiche principali della formazione finanziata

Nel 2024, i Fondi Interprofessionali hanno emanato 63 Avvisi per un totale di spesa prevista di 327,951 milioni di euro. Il XXV Rapporto Inapp analizza le tematiche: al primo posto, con il coefficiente di rilevanza più alto, l’aggiornamento e rafforzamento delle competenze, comprese quelle linguistiche e informatiche, presente nel 27,1% delle tematiche indicate.

Seguono l’innovazione di processo/prodotto e aziendale (19,5%), la salvaguardia degli ambienti di lavoro (15%), l’occupabilità e le politiche attive (12%). Le due transizioni sistemiche, digitale (9%) e green (9,8%), pesano meno singolarmente ma insieme orientano una quota rilevante della programmazione verso la modernizzazione dei processi.

Sul fronte delle metodologie didattiche indicate negli Avvisi 2024, l’aula resta la modalità più diffusa (95,2% degli Avvisi), seguita dalla FAD sincrona (74,6%) e da quella asincrona (58,7%); crescono anche training on the job (49,2%), coaching (41,3%) e action learning (19%).

Per quanto riguarda l’adozione dell’IA nelle imprese, l’indagine Inapp offre un dato diretto e molto rilevante per il settore ICT: nel 2024 il 9,5% delle imprese con almeno 10 addetti ha adottato tecnologie di intelligenza artificiale. Ma quando si guarda a chi fa specificamente formazione sull’IA, il settore Telecomunicazioni, editoria e informatica è nettamente il più attivo, con il 29% di aziende formatrici che ha erogato corsi sull’IA, contro l’11,5% dei servizi finanziari e assicurativi e il 13,1% delle attività professionali e tecniche. Sono soprattutto le grandi imprese a formare su questi temi, ma con margini di crescita ancora ampi per le PMI.

Gli altri fondi Interprofessionali

Fondimpresa non è l’unico attore presente nel panorama dei Fondi Interprofessionali e vale la pena dare altre opzioni interessanti alle aziende ICT.

  • Fondirigenti, il Fondo dedicato ai dirigenti (Confindustria e Federmanager), contava a dicembre 2024 14.429 imprese con adesione attiva e 82.715 dirigenti coperti, per risorse 2024 pari a 33.395.669 euro.
  • Fondo Conoscenza è il Fondo che nel 2024 è cresciuto di più in adesioni: 24.748 nuove imprese nel solo 2024, con un incremento del 33% dei lavoratori coperti (oltre 51.000 unità) e risorse 2024 pari a 6.812.251 euro.
Formazione finanziata per team ICT

Che cosa cambia con le Linee Guida 2026

Il XXV Rapporto Inapp dedica un box di approfondimento al Decreto Direttoriale n. 8/2026, con cui il Ministero del Lavoro ha adottato le nuove Linee guida per i Fondi Paritetici Interprofessionali. Il messaggio di fondo, secondo l’analisi Inapp, è un cambio di paradigma: la formazione finanziata non è più trattata come un ambito settoriale o meramente gestionale, ma come leva strutturale delle politiche attive del lavoro, sottoposta a programmazione, monitoraggio continuo e valutazione dei risultati. I Fondi stessi sono chiamati a coniugare efficienza della spesa, equità di accesso e capacità di incidere sui percorsi di adattamento di lavoratori e persone in cerca di occupazione.

Nel testo integrale delle Linee guida, tra i cambiamenti operativi concreti:

  • Obbligo di erogazione più stringente: ogni Fondo deve erogare alle imprese, su base triennale, almeno il 70% delle risorse destinate ai piani formativi (85% dal 2030), pena l’avvio di una procedura di verifica straordinaria.
  • Dal 2026, le attività propedeutiche alla realizzazione dei piani formativi rientrano nelle spese di funzionamento dei Fondi, con conseguente riorganizzazione contabile.
  • Ogni Fondo deve costituire un Fondo Economie di Gestione e Rischi (FEGR) pari ad almeno il 3% della media del gettito INPS dell’ultimo triennio.
  • Viene istituito un sistema informativo integrato di monitoraggio e vigilanza (SI-FP Fondi), con obbligo per i Fondi di alimentarlo con flussi dati mensili.
  • La prima verifica quinquennale di mantenimento dell’autorizzazione per tutti i Fondi partirà dal 1° gennaio 2029

In altre parole, i Fondi sono spinti a pubblicare Avvisi con più continuità, per non restare sotto soglia: per le aziende significa più occasioni concrete di accesso al conto di sistema nei prossimi anni. Il monitoraggio mensile tramite alza inoltre l’asticella sulla tracciabilità: le aziende che accedono a piani finanziati devono aspettarsi rendicontazioni più puntuali e una richiesta di documentazione più stringente, coerente con un sistema che passa dal controllo ex post a quello continuo.

Come usare i Fondi Interprofessionali per formare i team IT

  • Il conto formazione copre l’ordinario, gli Avvisi coprono i progetti: per l’aggiornamento continuo il conto formazione è più rapido. Per un progetto strutturato, ad esempio migrazione cloud, introduzione di strumenti AI, revisione dei processi di sviluppo, un Avviso come il 3/2026 è molto più indicato.
  • La compliance normativa ha ora un canale di finanziamento dedicato: l’Avviso 4/2026 include l’alfabetizzazione IA richiesta dall’art. 4 dell’AI Act e la formazione NIS2 sulla cybersecurity.
  • Le soglie minime di partecipanti vanno pianificate per tempo. L’Avviso 3/2026 richiede 25 lavoratori per i piani territoriali standard: per molte PMI ICT significa coinvolgere l’intera area tecnica, o aggregarsi in filiera per raggiungere la soglia multiregionale.
  • Il gap tra risorse disponibili e piani attivati resta ampio. Nel 2024 i piani approvati hanno coinvolto 90.608 aziende su oltre 760.000 imprese aderenti attive: la competizione per accedere agli Avvisi è meno affollata di quanto la disponibilità di fondi lascerebbe pensare.
  • Il settore ICT è già il più attivo sulla formazione IA, ma solo il 6,2% delle aziende formatrici italiane ha fatto formazione su IA nel 2024, e il settore Telecomunicazioni/informatica guida con il 29%: un differenziale competitivo per ch

FAQ – Come si usano i Fondi Interprofessionali

Che cosa succede se non aderisco a un Fondo Interprofessionale?

Lo 0,30% continua a essere versato all’INPS, ma finisce nel cosiddetto fondo “inoptato” gestito centralmente, senza che l’azienda possa accedervi per la propria formazione.

I Fondi Interprofessionali finanziano anche la cybersecurity e l’AI?

Sì, in modo esplicito con l’Avviso 4/2026 di Fondimpresa: il Catalogo Competenze Avanzate include l’area “Intelligenza artificiale e realtà virtuale” e permette di finanziare sia la formazione obbligatoria di alfabetizzazione IA richiesta dall’articolo 4 dell’AI Act, sia la formazione in Cybersecurity prevista dalla normativa NIS2.

Posso combinare Fondi Interprofessionali e Fondo Nuove Competenze?

I due strumenti operano su piani diversi e complementari: i Fondi finanziano i piani formativi, l’FNC copre il costo del lavoro delle ore di formazione tramite accordi di rimodulazione dell’orario. I Fondi interprofessionali sono stati direttamente coinvolti nella gestione delle diverse edizioni dell’FNC.

Quale fondo interprofessionale scegliere?

Scopri il nostro servizio di consulenza per la formazione finanziata per le aziende: ti accompagniamo per tutto il processo. Dalla scelta del Fondo più adatto, alla progettazione dei percorsi formativi, all’erogazione e rendicontazione.

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