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03 Giugno 2025

European Accessibility Act: che cosa prevede e quali sono gli obblighi per le PMI

L’introduzione dell’European Accessibility Act (EAA), rende l’accessibilità digitale imprescindibile nello sviluppo di siti web, applicazioni, software, documenti e servizi online.

Per accessibilità si intende la pratica di progettare e sviluppare contenuti, strumenti e tecnologie digitali in modo che siano fruibili da tutte le persone, comprese quelle con disabilità permanenti o temporanee. L’obiettivo è garantire che nessuno venga escluso dalla fruizione di servizi digitali, rimuovendo e prevenendo sistematicamente le barriere che ostacolano l’accesso.

Un ambiente dove prodotti e servizi diventano più accessibili, favorisce anche una società più inclusiva, che facilita la vita indipendente delle persone con disabilità e degli utenti con limitazioni funzionali temporanee o situazionali, come persone anziane e donne in gravidanza.

L’accessibilità dovrebbe essere conseguita mediante la soppressione e la prevenzione sistematica delle barriere attraverso il principio della progettazione universale o del «design for all». Questo approccio intende la progettazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza bisogno di adattamenti o progettazioni specializzate. Non si esclude, ove necessario, l’impiego di tecnologie assistive, dispositivi e software che supportano l’accesso alle informazioni digitali per persone con disabilità.

I principi fondamentali dell’accessibilità digitale

Alla base di ogni progetto digitale accessibile ci sono i principi fondamentali dell’accessibilità, sintetizzati dall’acronimo POUR: Perceivable, Operable, Understandable, Robust. Questi principi, derivati dagli standard WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), costituiscono il riferimento tecnico per la norma europea EN 301549, richiamata direttamente dall’European Accessibility Act (EAA). Vediamoli nel dettaglio

  • Perceivable (percepibile): le informazioni e i componenti dell’interfaccia devono essere presentati in modo che tutti gli utenti li possano percepire, anche con sensi limitati.
  • Operable (utilizzabile): tutti gli elementi dell’interfaccia devono essere navigabili e utilizzabili da tutti, anche da chi non può usare dispositivi di puntamento tradizionali o ha limitazioni motorie.
  • Understandable (comprensibile): le informazioni e l’interfaccia utente devono essere presentate in modo chiaro e semplice, comprensibile agli utenti.
  • Robusto: i contenuti devono essere sviluppati in modo da poter essere interpretati in modo affidabile da una varietà di tecnologie, inclusi software di assistenza e browser diversi.

Applicare questi principi non solo permette alle persone con disabilità di utilizzare in modo efficace i contenuti digitali, ma migliora l’esperienza utente complessiva.
Esempi di buone pratiche di accessibilità:

  • Inserire testi alternativi descrittivi per le immagini.
  • Fornire sottotitoli e trascrizioni per contenuti audio e video.
  • Consentire una navigazione completa da tastiera.
  • Creare interfacce pulite, coerenti e di facile lettura.
  • Utilizzare un linguaggio semplice, diretto e privo di ambiguità.
  • Strutturare le pagine in modo gerarchico e prevedibile.
  • Applicare gli standard web riconosciuti come HTML5, CSS e le specifiche WCAG.
esempio buone pratiche di accessibilità digitale

Panoramica dell’European Accessibility Act

La Direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, meglio conosciuta come European Accessibility Act (EAA), è a la prima regolamentazione completa e orizzontale sull’accessibilità di prodotti e servizi nel diritto dell’Unione Europea.

In Italia, la direttiva è stata recepita con il Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 82, aggiornando e in parte sostituendo la storica Legge Stanca del 2004. Il termine ultimo per l’adozione definitiva delle disposizioni a livello nazionale è fissato al 28 giugno 2025. Da quella data, i prodotti immessi sul mercato e i servizi digitali erogati dovranno rispettare i requisiti di accessibilità previsti dalle norme nazionali di recepimento dell’EAA.
L’obiettivo strategico dell’European Accessibility Act è favorire il corretto funzionamento del mercato unico europeo attraverso la rimozione e prevenzione delle barriere che ostacolano la libera circolazione di prodotti e servizi accessibili. La presenza di requisiti disomogenei nei diversi Paesi UE, infatti, limita oggi la diffusione di soluzioni accessibili e ostacola la competitività delle imprese IT.

Uniformando i criteri di accessibilità, la direttiva mira a:

  • Facilitare il commercio e la fornitura di prodotti e servizi digitali accessibili all’interno del mercato unico.
  • Incrementare la disponibilità e la varietà di soluzioni accessibili per i cittadini europei.
  • Ridurre i costi di sviluppo e di adeguamento per le aziende operanti a livello europeo.

Inoltre, l’EAA rafforza l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) in ambito europeo e contribuisce a garantire il rispetto dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. L’accessibilità viene così riconosciuta come condizione essenziale per la piena partecipazione sociale, professionale e culturale delle persone con disabilità, favorendo autonomia, inclusione e pari opportunità.

Il testo integrale della direttiva è disponibile a questo link.

A quali prodotti e servizi si applica l’EAA?

L’European Accessibility Act (EAA) stabilisce requisiti di accessibilità per una serie definita di prodotti e servizi digitali, quali:

  • Sistemi hardware e sistemi operativi destinati ai consumatori
  • Terminali self-service e di pagamento, come sportelli bancari automatici, totem per il check-in, biglietterie automatiche e dispositivi informativi
  • Apparecchiature terminali con capacità informatiche interattive per consumatori utilizzate per i servizi di comunicazione elettronica e per accedere a servizi di media audiovisivi
  • Lettori di libri elettronici (e-reader).

Per quanto riguarda i servizi, invece, l’EAA si applica a:

  • Servizi di comunicazione elettronica, ad eccezione di quelli esclusivamente dedicati a comunicazioni macchina-macchina
  • Servizi che forniscono accesso a servizi di media audiovisivi
  • Siti web e applicazioni
  • Servizi bancari per consumatori
  • Libri elettronici (e-book) e relativi software di lettura
  • Servizi di e-commerce
  • Comunicazioni di emergenza indirizzate al numero unico europeo 112.

I requisiti di accessibilità dettagliati si trovano nell’Allegato I della direttiva (link esterno): non sono specificati dettagli tecnici, ma si spingono gli operatori a trovare soluzioni tecnologiche adeguate o innovative basate sugli standard disponibili.

Quali aziende si devono adeguare all’EAA?

L’European Accessibility Act si applica a tutti gli operatori economici che operano nel mercato interno dell’Unione Europea, inclusi produttori, distributori, importatori e fornitori di servizi digitali e tecnologici. In particolare, in Italia si applica a:

  • Tutte le Pubbliche Amministrazioni
  • Alle aziende private con più di 10 dipendenti o un fatturato annuo superiore a 2 milioni di euro.

La vigilanza sulla conformità dei servizi digitali in Italia è affidata all’AGID, l’ente che da anni definisce le regole tecniche e le linee guida sull’accessibilità digitale per la Pubblica Amministrazione e, più recentemente, anche per il settore privato. Proprio AGID ha recentemente pubblicato delle linee guida in consultazione per armonizzare l’applicazione della normativa a livello nazionale. Le sanzioni previste per la non conformità sono:

  • Per le PMI: da € 2.500 fino a € 40.000.
  • Per le grandi imprese: sanzioni fino al 5% del fatturato annuo.
  • Nei casi più gravi: possibilità di oscuramento totale del sito web o del servizio digitale non conforme

La direttiva prevede inoltre clausole di salvaguardia nel caso in cui l’adeguamento ai requisiti di accessibilità comporti una modifica sostanziale del prodotto o servizio, oppure un onere sproporzionato per l’operatore economico. In queste situazioni, le aziende dovranno comunque valutare, documentare e motivare formalmente l’impossibilità tecnica o economica di adeguarsi, seguendo criteri specifici stabiliti dalla normativa.

La dichiarazione di accessibilità

Nel contesto normativo definito dall’European Accessibility Act e dal relativo Decreto Legislativo 82/2022 in Italia, la Dichiarazione di Accessibilità è un documento tecnico obbligatorio che attesta il livello di conformità di un sito web, di un’applicazione mobile o di un servizio digitale rispetto ai requisiti di accessibilità.
Tutte le organizzazioni soggette alla normativa — comprese Pubbliche Amministrazioni e aziende private sopra soglia — devono redigere e pubblicare la Dichiarazione, ad esempio nel footer del sito web o dalla schermata principale dell’app.

Che cosa deve contenere la Dichiarazione di Accessibilità, ad esempio per i siti web e le applicazioni mobili:

  • Lo stato di conformità rispetto ai requisiti previsti.
  • L’elenco dei contenuti non accessibili e le relative motivazioni.
  • La data di redazione della dichiarazione.
  • La descrizione della procedura di feedback e il link per consentire agli utenti di:
  • Segnalare eventuali mancanze di accessibilità.
  • Richiedere informazioni o contenuti non accessibili.
  • I recapiti del responsabile della gestione delle richieste di accessibilità.
  • La descrizione della procedura di ricorso e relativo link, da seguire in caso di risposta insoddisfacente da parte dell’operatore.
  • La data di pubblicazione del sito o dell’applicazione mobile
  • L’indicazione se sono stati effettuati test di usabilità.
  • Il CMS utilizzato (WordPress, Wix, Drupal, ecc.).
  • La piattaforma di destinazione per le app mobili (iOS, Android o entrambe).
  • Il numero di dipendenti con disabilità e il responsabile dei processi di inserimento lavorativo.

Per agevolare la redazione di questo documento, AGID ha pubblicato delle linee guida in consultazione disponibili al seguente link: Modello di Dichiarazione di Accessibilità.

Contattaci compilando il form che trovi a questa pagina o scrivendo a formazione@kinetikon.com per costruire insieme un percorso formativo e consulenziale su misura, in vista dell’adeguamento alla European Accessibility Act.

L’European Accessibility Act è una svolta decisiva per il mercato digitale europeo, che impone standard comuni e vincolanti sull’accessibilità di prodotti e servizi. Negli anni è probabile che si vedrà un progressivo ampliamento dell’ambito applicativo dell’EAA e l’adozione di standard tecnici sempre più evoluti, in linea con l’evoluzione tecnologica e le crescenti aspettative degli utenti. Sarà fondamentale per le imprese dotarsi di strategie strutturate di accessibilità digitale, integrandole nei processi di design, sviluppo e compliance, anche alla luce di nuove linee guida e aggiornamenti normativi previsti nei prossimi anni.

Fonti

European Comission. (2025). European accessibility act. European Commission. https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/policies/justice-and-fundamental-rights/disability/union-equality-strategy-rights-persons-disabilities-2021-2030/european-accessibility-act_en

https://www.inclusion-europe.eu/author/informationinclusion-europe-org. (2020). European Accessibility Act – Inclusion Europe. Inclusion Europe. https://www.inclusion-europe.eu/european-accessibility-act/#1613567127140-11d3e4c3-448b

ZDUŃSKA-LESEUX, E., & SZYPULEWSKA-PORCZYŃSKA, A. (2024). FACTORS AND EXPECTED IMPACTS OF IMPLEMENTING THE EUROPEAN ACCESSIBILITY ACT: ECONOMIC AND SOCIAL PERSPECTIVES. Scientific Papers of Silesian University of Technology. Organization & Management/Zeszyty Naukowe Politechniki Slaskiej. Seria Organizacji i Zarzadzanie, (199).

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